Primo Levi attraverso i nostri occhi

Per commemorare la ricorrenza della Giornata della Memoria, abbiamo deciso di proporre una serie di lavori relativi alla storia di Primo Levi e alle sue opere più celebri, analizzandole sia sotto un punto di vista letterario che storico.

I tre testi che abbiamo letto sono “Se questo è un uomo”, “La tregua” e “I sommersi e i salvati”, e attraverso essi siamo riusciti a formulare e sviluppare le nostre opinioni, per poi raccoglierle ed esporle nelle presentazioni.

Non ci siamo limitati solo a ripercorrere la biografia di Primo Levi, che ormai è oggetto molto frequente delle lezioni riguardanti la storia dell’Olocausto, ma attraverso i nostri pensieri, sostenuti da diverse citazioni di passi tratti dai testi, abbiamo cercato di individuare il viaggio svolto da Primo Levi, ovvero protagonista e scrittore.

Questo percorso ci ha reso consapevoli dei danni fisici, ma soprattutto di quelli psicologici, che i lager hanno causato alle persone che purtroppo hanno dovuto soffrire e subire l’esperienza della Shoah, esperienza che, nell’ottica nazista, aveva un solo obbiettivo: sradicare l’anima da un corpo e privarlo completamente di essa, sottraendogli la propria umanità.

Infatti, chi ha patito questa sorte, probabilmente ha perso la sua identità con la propria vita, ma chiunque sia riuscito a sopravvivere a queste atrocità, è stato continuamente tormentato da pensieri indelebili, ma fondamentali per la Memoria.

Proprio per questo motivo nasce la necessità da parte di Primo Levi di raccontare e di testimoniare i fatti che lui e moltissime altre persone hanno vissuto nei campi di sterminio e che hanno lasciato un segno profondo nella storia dell’umanità.

Questi libri trattano argomenti difficili da affrontare e descrivono una situazione orrenda, ma rappresentano anche una fonte di speranza, perché aiutano a concretizzare una realtà che per noi lettori è impercettibile e opaca, ma che va ricordata.

L’autore ci trascina all’interno dei suoi racconti, in modo da farci assistere in prima persona alle atrocità e agli effetti disumani dei campi di concentramento, quindi facendoci sentire anche chiamati in causa e coinvolti dagli avvenimenti, perché solo noi possiamo cambiare il futuro in modo da non dover aggravare il peso che l’umanità continua a portare a seguito dell’Olocausto.

II L LSA, 2021

Allegati
Se questo è un uomo(Finotto-De Felice-Giudice-Cazzaniga).pdf
Se questo è un uomo(Canzi-Castelnovo-Basilico-Cassano-Aly).pdf
Se questo è un uomo(Naturale-Tagliabue-Villani-Matilde).pdf
La tregua (Arosio-Bonaldo-Cappelletti).pdf
I sommersi e i salvati(Bordoni-Salesi-vertemati-mariani-Turchetto-Petito-Reyes-Sormani).pdf